Cielo Incluso

7 ai poeti che illuminano la strada, al gioco che la spiana “Il meraviglioso diventa plausibile, gli dèi vengono umanizzati, i loro annali sono scritti come se venissero copiati da un registro di parrocchia, i loro eroi potrebbero essere altrettanti conoscenti del padre dell’autore”. Ezra Pound: Ovidio e le Metamorfosi Le divinità minori, più che le maggiori che vivevano pigramente nell’alto dei cieli, venivano invocate per ogni minimo favore, dai tempi antichi e in tutte le civiltà. Lavoro sulle divinità minori da tredici anni, da quando mi sono trasferita da Roma e lavoro in uno studio nella campagna dell’Alto Lazio, ogni giorno avvisto la loro presenza e il loro operato: dai bruchi alle tane di mantidi religiose, alle ragnatele, alle foglie bucate, ai rami, ai semi, ai resti della natura legati ai cambi di stagione, cerco o trovo il “sacro” in tutti i materiali, anche quelli poveri e insignificanti. Avvistare divinità minori è un giocoso lavoro quotidiano di attenzione, di rispetto e di cura dell’ambiente, allena la consapevolezza che tutto è collegato e la gioia di vivere tutto quello che significa Natura. Se noi vogliamo cambiare l’ecologia della terra dobbiamo cambiare l’ecologia dentro di noi, (Hillman) Cielo incluso, potrebbe essere una storia per bambini. potrebbe. Divinità minori, stanche di stare al chiuso, fuggono dalle case, invadono boschi e campagna, giocano con le stagioni e con tutto, ritrovano le stelle e le foglie e le mischiano alla paccottiglia trafugata nelle case: stoffe, cocci, ferri, carta, per creare altre piccole divinità minori, rifugi e giocattoli sacri. Ma non ci abbandonano, si divertono sempre a imitarci e a giocare con noi, con le nostre fragilità e con i nostri sogni, sono un affettuoso specchio fra noi e la Natura; ricompaiono con la loro immagine, simulacro di un sacro a portata di mano, i loro occhi ci ricordano che Uomo, Cielo e Natura fanno parte della stessa trama e che un filo sacro collega tutte le cose, visibili e invisibili, attuali e remote, un filo intriso di quel senso di meraviglia sempre così familiare al bambino e al cielo. Maria Grazia Tata

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