4 Luglio 2019, caldo, caldissimo, lavoro a una nuova idea per una mostra d’arte contemporanea a cui sono stata invitata, che si terrà i primi di agosto nelle ex carceri papaline di Montefiascone: la dimensione fra dentro e fuori, il desiderio dell’artista di provare a superare i propri limiti e, come Icaro, provare a volare. Ogni artista avrà una cella a disposizione. Non ho un’idea precisa, sento solo il bisogno di lavorare su qualcosa che saturi la piccola cella di circa 3x3 metri scarsi, mi relaziono allo spazio angusto, testimone, nella storia, di sofferenze e ingiustizie, sento solo il bisogno di risarcire quelle ristrettezze con un respiro esagerato che spinga le mura e gonfi il petto. Qualcosa che palpiti e azzeri le coordinate del luogo. Si forma dentro di me l’immagine del cuore, semplice e infantile, un cuore rosso, un cuore che perde il suo perimetro e allaga la cella. Il caldo dilata le sensazioni e l’idea che sta nascendo. Lavoro nella mia tana, in campagna, un ex fienile con uno spazio all’aperto e due gatti che trafficano intorno. Tante fotocopie di poesie femminili utilizzate per un’installazione, l’anno scorso, emergono dal letargo di una libreria. Tachicardia. Senza un pensiero seguo le mie mani, pitturo di rosso centinaia di fogli di poesie, avanti e dietro. Li metto ad asciugare ovunque, sul pavimento del mio studio, all’aperto su tavoli e sedie. Il rosso vince su tutto. Spennello e sbircio le parole delle centocinquanta poesie. Un mese rosso. Il rosso che anticipa il mio cuore. Guanti rossi, plastiche e grandi carte su cui pitturare i fogli. Poesie. Rosso. Mani rosse, magliette rosse, cellulare rosso, pavimento rosso. Improvvisamente tutto quel rosso esplode in migliaia di frammenti, una lacerazione che produce parole spezzate, pezzi di poesie, pezzi di rosso e basta, numeri delle pagine: tutto si mette in libertà. Le poesie delle donne poete, conosciute e meno, che conosco e no, si mischiano, si legano fra di loro, cercano una diversa intesa, producono un canto di voci rosse. Il titolo ‘più cuore please’ lo prendo a prestito da un progetto che ho in mente da un po’ di tempo, in cui parlare di cuore, privato e pubblico, un’installazione da portare in giro per l’Italia. Il rosso che anticipa il mio cuore
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